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ISIA UNO. Il luogo delle idee. Inaugurazione dell'Anno Accademico 2014-15

Martedì 4 novembre 2014, ore 16
Le Murate – Caffè letterario
Piazza delle Murate - Firenze
ingresso libero

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Una scuola di design non è solo il luogo in cui si acquisiscono le conoscenze e le competenze necessarie per svolgere con qualità la futura attività professionale. Ancor prima di questo, una scuola di design deve saper essere protagonista nel dibattito culturale del proprio tempo e sapersi configurare come un laboratorio di ricerca nel quale si sviluppano le idee. Un laboratorio in cui si affrontano criticamente i problemi del presente mantenendo comunque sempre lo sguardo verso orizzonti futuri, perché il progetto, come rivela la sua radice etimologica (dal latino Projectus), è sempre un gettare in avanti, è la capacità di immaginare ciò che potrà essere senza mai rinunciare ad una prospettiva ideale che dia significato e senso etico alle proprie scelte.
Non esiste pertanto un titolo migliore, per un evento che vuol inaugurare il nuovo anno accademico dell’ISIA, di “Il luogo delle idee”. L’evento, organizzato dagli studenti del terzo corso, è programmato per il giorno martedì 4 novembre a “Le Murate – caffè letterario” centro culturale nel quale in questi anni l’ISIA, in collaborazione con Selfhabitat cultura e l’associazione AISD, ha presentato il ciclo di conferenze “Lezioni di design” coordinato da Vanni Pasca.
Tra le diverse iniziative, alle ore 16 è previsto un incontro con tre affermati professionisti diplomati in anni diversi all’ISIA di Firenze che evidenziano differenti modi di concepire la professione del designer: Paolo Ulian, Silvia Favilla e Caterina Falleni.
 
La tesi, “Oggetti in cartone”, sviluppata da Paolo Ulian, con Enzo Mari e Aurelio Porro come relatori, evidenziava già chiaramente nel 1990, anno della sua discussione, quella particolare attitudine alla ricerca e alla sperimentazione e, soprattutto, quella marcata attenzione alle problematiche ambientali che contraddistinguono l’esperienza progettuale di Paolo Ulian. La qualità dei suoi progetti ha trovato un evidente riconoscimento nelle numerose pubblicazioni e premi ricevuti sin dal 1990, quando la sua tesi ricevette il premio “Design for Europe”. Una qualità che non risiede solo nell’essenza “ecologica” degli oggetti da lui progettati ma, grazie a una sua meticolosa attenzione agli aspetti estetico-formali, nella loro dimensione poetica.
Interno ad importanti aziende di moda è viceversa il percorso professionale di Silvia Favilla. Ancora una volta determinante per la sua attività professionale è stata la tesi “ESTRO - progettazione di una linea di prodotti in pelle”,  presentata all’ISIA nel 2001 con Biagio Cisotti e François Burkhardt come relatori. Il progetto che prese avvio da uno studio sull’artigianato toscano, trovò un successivo sviluppo industriale attraverso una collaborazione con Mandarina Duck. Anche in questo caso la qualità della ricerca è stata riconosciuta dalle numerose pubblicazioni che le sono state dedicate e dal Premio “RIF Rete per l’Innovazione Formale” assegnato al progetto nello stesso anno 2001. Successivamente Silvia Favilla ha continuato la sua professione all’interno d’importanti aziende che operano nell’ambito della pelletteria, prima Mandarina Duck e Tommy Hilfiger e dal 2005 Salvatore Ferragamo.
Più recente il percorso formativo all’ISIA di Caterina Falleni, concluso nel 2011 con la tesi “Freeijis”, un sistema refrigerante naturale per frutta e verdura che non utilizza energia elettrica, con relatore Simone Paternich e correlatrice Francesca Parotti . Progetto, questo, che ha permesso a Caterina Falleni di vincere il concorso internazionale Axelera Global Impact e di proseguire le proprie ricerche alla NASA in Silicon Valley negli USA.  A lei è stata anche dedicata una puntata del programma di RAI3 Ballarò e innumerevoli articoli su quotidiani e riviste.

Come cornice all’incontro con Ulian, Favilla e Falleni, gli organizzatori dell’evento “ISIA-UNO il luogo delle idee”, hanno programmato una mostra di progetti capace di coinvolgere tutti gli studenti dell’ISIA. L’allestimento della mostra, collegando idealmente l’idea del prodotto all’idea della leggerezza, ci rimanda a quel “poeta della leggerezza” scelto da Italo Calvino nelle sue Lezioni americane quale simbolo augurale per il nuovo millennio. Un augurio per tutti i giovani perché sappiano, come il poeta di Calvino, sollevarsi sulla pesantezza del mondo per avere orizzonti più ampi e, nonostante le difficoltà del presente, guardare al futuro con rinnovata fiducia.
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