Ministero della pubblica istruzioneAfam

Rassegna stampa

Paolo Ulian

[...] P.U.
«Al terzo anno sono andato via, a Firenze, all'ISIA. Li facevamo un sacco di robe pratiche. A me piacciono le cose pratiche, sono bravissimo a farle. Si finiva sempre tardissimo, la notte, di fare disegni e modellini che la mattina portavamo a scuola e poi di nuovo altri modelli e altri disegni, ogni giorno. Qualche volta scappavo dalle mie lezioni e andavo ad ascoltare Enzo Mari che parlava ai più grandi. E poi l'anno dopo l'ho avuto come insegnante! Ci faceva cercare oggetti perfetti: una falce, una botte, un mattone, un boomerang. Voleva fare una mostra che attraverso questi oggetti dimostrasse il valore assoluto della bellezza. Mostra che poi si fece, e quel lavoro fu la nostra prova d'esame. Io ero anche il "fotografo ufficiale" di tutti quegli archetipi (ero davvero capace, allora, di fotografare). Insomma non progettavamo nulla in quel corso, ma ci guardavamo molto intorno.»
[...]

Estratto della conversazione di Paolo Ulian con Marco Romanelli, tratta dalla rivista Inventario n° 3
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