Ministero della pubblica istruzioneAfam

Titilo

Un ‘giardino indoor’ per malati di Alzheimer

Studenti Irene Bacci, Elisa Tattanelli
A.A. 2007 - 2008
Docente Apostolos Petratos
Collaborazioni Dottor Matera presidente AIMA Firenze, Dott. Marco Bennici di Firenze Tecnologia, Simona Corsi Psicologa


Il progetto riguarda l’ideazione di un ‘giardino indoor’ formato da moduli componibili da porre all’interno dell’abitazione come supporto alla terapia relazionale ed emozionale tra paziente e caregiver. Nella malattia infatti diventa di fondamentale importanza preservare la tranquillità dei rapporti per il miglioramento della qualità della vita sia del paziente che del caregiver.
Il progetto prevede un sistema modulare di contenitori che permettono di ricreare zone verdi di varie grandezze a seconda dello spazio disponibile nell’abitazione. Queste zone verdi possono essere di due tipi: semi-permanenti in uno spazio o ‘ itineranti ’ ovvero spostabili grazie ad alcuni accessori (i moduli con l’inserimento di ruote diventano cerrelli/contenitori). I due moduli in polipropilene sono morfologicamente essenziali ed economici e garantiscono l’incolumità d’uso, la protezione da cadute, una corretta fruibilità in termini di semplicità, praticità e riconoscibilità.
La scelta della tipologie di piante da inserire nell’area verde permette di ipotizzare un percorso di ‘orientamento olfattivo’ per il malato Alzheimer essendo l’olfatto l’ultimo senso a venire meno.
Tra le varie problematiche che la malattia Alzheimer comporta vi è la compromissione dei rapporti tra malato ed accudente provocando un cambio radicale della percezione che si ha dell’uno dell’altro. Da qui nasce l’idea di progettare un oggetto che faciliti l’interazione dei due soggetti a livello emozionale al fine di generare un’ atmosfera serena ed allo stesso tempo terapeutica in grado di avere ripercussioni positive sull’intera giornata: ‘oggetti semplici, forse banali ma culturalmente nuovi e socialmente utili’. La progettazione di uno spazio verde nell’abitazione domestica risponde a due esigenze: impossibilità di avere un giardino all’aria aperta e la volontà di inserire la ‘‘terapia del verde’’ come pratica per migliorare la qualità della vita e del rapporto tra malato Alzheimer e caregiver. Il giardino rappresenta un luogo familiare alla memoria rimanendo nel vissuto anche di chi ha perduto la memoria di sé e permette: di alimentare le funzioni residue, rallenta il declino delle capacità funzionali, stimola la memoria remota, migliora il rapporto tra il caregiver ed il paziente, stimola il ‘prendersi cura di ‘ ed il conseguente senso di responsabilità e socializzazione, aiuta ad avvertire lo scorrere del tempo, apporta un miglioramento fisico-psicologico tramite l’interazione, anche solo visiva, con la natura. Il fine del progetto è quello di migliorare la qualità della vita della coppia malato e caregiver a livello emozionale esaltando le informazioni positive e mitigando gli stimoli negativi.
Condividi su FacebookCondividi su TwitterCondividi su Google Plus