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Eventi

Conferenze nell’ambito del corso di Teoria della Comunicazione A.A. 2017/2018

Mercoledì 18 aprile 2018 si terranno all’ISIA di Firenze due conferenze tenute da Alessandro Zinna e Michela Deni organizzate all'interno del corso di Teoria della Comunicazione, ma aperte anche ai docenti e agli studenti degli altri corsi, compatibilmente con gli impegni già calendarizzati, ed a esterni previa registrazione, scrivendo all'indirizzo: workshop[at]isiadesign.fi.it

18 aprile, ore 14.00-16.00
Per un’archeologia dell'immagine
Francis Bacon: rifare Van Gogh (sulla strada di Tarascona)
Alessandro Zinna

Il corpus delle opere del pittore Francis Bacon è diventato negli anni un terreno di lavoro per mettere alla prova l’archeologia dell’immagine. Attraverso questo metodo comparativo sono ricostruite le derivazioni, implicite o esplicite, che contribuiscono a elaborare un'immagine. Seguendo questo metodo abbiamo comparato l’Innocenzo X di Velazquez a due delle numerose riproduzioni che Bacon riproporrà a partire da quel ritratto. Le riproduzioni dell’originale, ritrovate nel suo studio, mostrano che questi dipinti provengono dalle illustrazioni fotografiche dei cataloghi d’arte. In definitiva, anche quando le sue pitture sembrano derivate da altre pitture, nell’operazione di rifare un’immagine Bacon introduce la mediazione fotografica.

Un caso simile a quello del papa di Velasquez si presenta nella serie eseguita a partire da Il pittore sulla strada di Tarascona (1888) di Vincent Van Gogh. A confermare l’origine fotografica di questa serie sono le circostanze storiche poiché, al momento di eseguire i sei quadri che la compongono, l’originale di Van Gogh era sparito già da diversi anni, distrutto verosimilmente dai tedeschi alla fine della seconda guerra mondiale. Se da una parte la genealogia a Il pittore sulla strada di Tarascona permette di ricostruire le interferenze con altre immagini, per esempio dal cinema, dall’altra ci dà la possibilità di cogliere uno schema comune alle serie di ritratti derivate da Velasquez e da Van Gogh. Questo mostra che l’Innocenzo X non è altro che un caso particolare di un’ossessione più profonda proseguita qualche anno dopo in questa serie ispirata a Il pittore sulla strada di Tarascona.

I contenuti di due precedenti conferenze all’ISIA sono edite in:
A. Zinna,
(2015a) « L’obsession de Bacon pour le pape de Vélasquez. I. L’image latente ». In linea dal 28/01/2015. Disponible all'indirizzo: mediationsemiotiques.com/archives/4260
(2015b) « L’obsession de Bacon pour le pape de Vélasquez. II. Le dispositif du méta(auto)portrait ». In linea dal 28/01/2015. Disponible all'indirizzo: mediationsemiotiques.com/archives/4536
(2015c) « Francis Bacon. De la photographie à la peinture », in T. Migliore (éd.) Rimediazioni. Immagini interattive, tomo 1, Roma, Aracne, 2016, p. 333-367.

Alessandro Zinna
È direttore del gruppo di ricerca Médiations Sémiotiques / Observatoire dell’Università di Tolosa 2 – Jean Jaurès dove insegna Semiotica generale, Semiotica del testo e dell’immagine.
È Segretario Generale della Federazione Romanza di Semiotica e Direttore dei colloqui d’Albi. Ha in corso una vasta ricerca sulle immagini latenti sul corpus di pitture di F. Bacon.
Tra le sue pubblicazioni più recenti sul tema: "Francis Bacon: dalla fotografia alla pittura", in T. Migliore ed. Rimediazioni, Roma, Aracne, 2016.

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18 aprile, ore 16.00-18.00
Strategie progettuali, apporto semiotico
Michela Deni

Lo scopo dell’intervento è di mostrare l’apporto della semiotica, e in particolare della semiotica generativa, per la ricerca nell’ambito del design. I designer propongono soluzioni innovative nella quotidianità, osservando la realtà che li circonda e le pratiche d’uso degli utenti in circostanze specifiche. Per questo, e anche nel contesto della ricerca accademica, i designer per progettare prendono spesso in prestito metodi e strumenti da altre discipline come l’antropologia, l’etnografia, la sociologia, il management, la semiotica, ecc. Nella prima parte dell’intervento si parlerà della ricerca scientifica in design; la seconda parte sarà dedicata alle “scienze del design”, le scienze umane e le scienze esatte che forniscono metodi analitici e progettuali al design (per le analisi sul campo, test dei prototipi, ecc.). Nell’ultima parte ci concentreremo sull’apporto della semiotica al design, in particolare sui metodi per la definizione degli obiettivi del progetto e, allo stesso tempo, per la gestione dell’efficacia nella trasposizione degli scopi progettuali fino ai prodotti che ne risultano (materiali o immateriali, servizi, comunicazione, ecc.).

Michela Deni
È professore ordinario di Semiotica del design, co-direttrice della laurea magistrale in Design, Innovazione e Società (Master DIS) e direttrice di PROJEKT, laboratorio di ricerca di design e innovazione sociale dell’Università di Nîmes (Francia): projekt.unimes.fr. Dal 1995 al 2014 ha insegnato Semiotica all’Isia di Firenze. È autrice di numerosi saggi e articoli sulla semiotica del design e del progetto.
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